Questo libro colma un vuoto storico e culturale. Ci parla di un mondo che ci hanno narrato estraneo e che ci è stato strappato, mentre è cuore della nostra civiltà. Ricuce una cesura, mette i tasselli al posto giusto, è strumento per comprendere con logica e lucidità ciò che sta accadendo all’Europa, i rischi che corre. Ci allarma certo, ma ci dona consapevolezza e ci unisce agli ucraini. Per me, che ho origini trentine, è anche riscoperta di radici.
